New Age & Dintorni

L’acqua non è una merce: poesie, appelli e documenti contro la privatizzazione

Rivista culturale e sociale

Indice

  • La signora Iervolino non dovrebbe parlare di Pace!
  • Ridateci l’acqua in Campania! Sciopero della fame della poetessa Marcella Boccia
  • Gli artisti campani Marcella Boccia e Alessandro Sommella scioperano per dire “No alla privatizzazione dell’acqua!”
  • L’acqua non è una merce! - 16 dicembre 2005
  • Democrazia partecipata: acqua e Consigli Comunali
  • Lettera aperta del 22 novembre 2004
  • Delibera del 23 novembre 2004

Maledetta proprietà privata

di Marcella Boccia

L’acqua è Vita
ci stanno rubando la Vita
L’acqua è madre
ci stanno rubando il respiro
L’acqua è cielo liquido
non puoi vendere né comperare le stelle
non puoi barattarle su delle bancarelle
L’acqua non è una merce
l’acqua sono io
sei tu
è il bambino
che tua madre ha avuto in grembo
è il cibo che ha nutrito
le sue cellule
sono cento mille libellule
libere di librarsi nell’aere
non puoi catturarle
è un delitto privatizzarle
Maledetta proprietà privata
che delitto averla legalizzata
Che vadano al diavolo i capitalisti
si scambino pure l’immondizia mafiosi e camorristi
ma giù le mani dall’acqua
Ci stanno derubando della Vita
L’acqua è Vita
e ce ne stanno privando
Dolce miele
preziosa come l’oro
ne faranno lingotti
custoditi in remoti caveau svizzeri
Vi siete presi le nostre case
il nostro lavoro
i risparmi di una Vita
la speranza nel futuro
ogni bene comune
Ma giù le mani dalla nostra Vita
l’acqua è Vita

La signora Iervolino non dovrebbe parlare di Pace!

Marcella Boccia ed Alessandro Sommella contestano il sindaco di Napoli

Ieri pomeriggio, alle 18.30, la Comunità di S. Egidio di Napoli, unendosi a molte città del mondo, ha celebrato la Giornata Mondiale della Pace, “Pace in tutte le terre”. C’è stato un corteo, partito da piazza Dante e terminato nella chiesa di S. Lorenzo Maggiore. I due artisti Marcella Boccia e Alessandro Sommella, nonostante la poca energia dovuta allo sciopero della fame che in questi giorni li vede protagonisti per la protesta contro la privatizzazione dell’acqua a Napoli ed in 136 comuni napoletani e casertani, erano presenti all’appuntamento di piazza Dante.

La pioggia aveva già bagnato tutti i presenti, le fiaccole non volevano proprio restare accese, e gli ombrelli creavano qualche difficoltà visiva. Se non si era in prima fila, non si riusciva a vedere in faccia gli oratori, ma una voce inconfondibile ha preso la parola in conclusione, prima che il corteo si avviasse: il sindaco Rosa Russo Iervolino, il politico che, primo fra tutti, d’accordo con il governatore della Regione Campania, Antonio Bassolino, ha deciso che l’acqua di Napoli, quel liquido imbevibile, che dal rubinetto scorre ogni giorno di un colore diverso, con una concentrazione di nitrati fino a 4 volte superiore al limite massimo ammesso (Rapporto ecosistema urbano 2004 di Legambiente), i cittadini dovranno pagarlo oro, perché dei privati si arricchiscano.

La signora Iervolino ha ripetuto la parola “pace” decine di volte durante il suo “comizio” di piazza Dante. Pace, pace, pace. Marcella Boccia ed Alessandro Sommella hanno deciso, così, di abbandonare il corteo, per protesta.

“Io stimo molto la Comunità di Sant’Egidio – dichiara la poetessa Marcella Boccia -. Avevo accettato con piacere l’invito a prender parte alla manifestazione pacifista di Capodanno, ma l’intervento del sindaco Iervolino mi ha dimostrato quanta ipocrisia vi sia nelle parole dei politici che non fanno altro che pubblicizzare sé stessi anche quando parlano di pace. “La pace”, “la pace”, continuava a ripetere, pronunciandola “pasce”, ed io osservavo, sotto la pioggia, i cartelli con le scritte “Palestina”, e, più in là, “Israele”. Pace, pace. D’ora in poi darei una multa di un milione di euro ai politici che usano a sproposito la parola “pace”, come quando al nostro governo si usa la definizione di “costruttori di pace” perché non si vuol chiamare i guerrafondai col loro nome. Guerrafondai! E’ così semplice! Guerrafondai. Punto e basta! Perché stuprare le parole? La parola è magia, va usata in modo corretto. Il sindaco di Napoli sa benissimo che in questi giorni ci sono cittadini che si privano del cibo per protestare contro la sua decisione, antidemocratica e malavitosa, di privatizzare l’acqua. Lo sa perché riceve i nostri comunicati stampa. Prima di parlare di pace nel mondo, si occupi di lasciare in pace i cittadini che governa!”.

2 gennaio 2006

Ridateci l’acqua in Campania!

Sciopero della fame della poetessa Marcella Boccia

Intervista di Dario De Min

Oggi è Capodanno, molti si stanno preparando all’abbondante e succulento pranzo, perché il tuo sciopero della fame?

Marcella Boccia: Perché ancora oggi, dopo un anno, molti campani non sanno che i sindaci di 136 Comuni delle province di Napoli e Caserta, il 30 dicembre 2004, mentre molti si preoccupavano di dove trascorrere il Capodanno, zitti zitti, come si suol dire, senza far sapere niente a nessuno, hanno venduto l’acqua alla multinazionale Eni. Circa un mese prima, il 23 novembre 2004, fecero lo stesso: zitti zitti, decisero, con una delibera, di privatizzare l’acqua.

Lo sciopero della fame ha l’unico obiettivo di attirare l’attenzione dell’opinione pubblica su una vicenda che coinvolge tutti i campani che vivono nei Comuni interessati. È un diritto di tutti sapere cosa i politici decidono per i cittadini.

Cosa comporterebbe la privatizzazione dell’acqua?

Innanzitutto un consistente aumento delle tariffe, e con l’euro che sta mandando in rovina tutta la gente onesta d’Italia, pensare di pagare il doppio, il triplo quello che è un bene dell’umanità, è vergognoso. Un’altra conseguenza sarebbe l’abbassamento degli standard sanitari. Si stima, inoltre, che almeno 1500 persone perderebbero il lavoro. Ci sarebbe un conseguente assalto delle multinazionali e dei comitati d’Affari al bene comune ed il rischio, certo come è certa la necessità per l’essere umano di bere acqua, di infiltrazione degli interessi mafiosi.

Dove la privatizzazione dell’acqua è già avvenuta, ci sono stati rincari, disservizi e, chiaramente, speculazioni che a priori sono immorali, figurarsi quando riguardino un bene che è di tutti e che, pertanto, dovrebbe essere gratuito.

Cosa è avvenuto dopo la delibera del 23 novembre 2004?

Lo scorso gennaio è nato un Comitato Civico per la difesa dell’acqua, la cui mobilitazione ha reso possibile lo spostamento dei termini della gara al mese di aprile, prima fissati per il 7 febbraio, costringendo le forze politiche ad esprimersi sul problema, e diffondendo, così, una notizia che pochi conoscevano.

Cosa chiede il Comitato?

Il Comitato Civico per la difesa dell’acqua si è mobilitato per l’annullamento della delibera ed il blocco del bando per la privatizzazione, chiedendo una gestione completamente pubblica, “in house”, dei servizi idrici in questione. Non è disposto ad accettare, inoltre, alcuna ipotesi di società mista che lascerebbe comunque il timone in mano ai privati. E chiede, infine, la ripubblicizzazione delle infrastrutture (come gli acquedotti) che la giunta regionale ha già dato in gestione a privati.

Hai scritto dei versi molto belli sull’argomento: “Vi siete presi le nostre case / il nostro lavoro / i risparmi di una Vita / la speranza nel futuro / ogni bene comune / Ma giù le mani dalla nostra Vita / l’acqua è Vita”. A chi ti rivolgi?

Ai politici. A quei viscidi personaggi che ingannano gli ingenui elettori per farsi votare e poi, una volta al governo, danno al popolo il colpo di grazia. Stanotte sentivo la gente euforica per l’arrivo del nuovo anno, musica latino americana, risa, fuochi d’artificio. Mi chiedevo se la gente che stanotte ha festeggiato il 2006 immagini solo lontanamente cosa ci stanno preparando i nostri politici…

Cosa prevedi?

Non è una profezia, ma piuttosto un’analisi di ciò che sta avvenendo già da tempo. Sembra una novità, perché molti lo ignorano per scelta o per disinformazione. Ma ciò che viviamo è il governo antidemocratico del nostro bel Paese, che non rispetta la Costituzione, partecipando a guerre, usando la censura, danneggiando i cittadini italiani economicamente e moralmente. Credo che i nostri politici debbano finalmente studiarsi la Costituzione, anziché volerla cambiare a proprio piacimento.

Concludiamo con i tuoi versi tratti dal componimento “Maledetta proprietà privata”:

“L’acqua non è una merce / l’acqua sono io / sei tu / è il bambino / che tua madre ha avuto in grembo / è il cibo che ha nutrito / le sue cellule / sono cento mille libellule / libere di librarsi nell’aere / non puoi catturarle / è un delitto privatizzarle” (Marcella Boccia)

1 gennaio 2006

Gli artisti campani Marcella Boccia e Alessandro Sommella scioperano per dire “No alla privatizzazione dell’acqua!”

Il Comitato italiano per il Contratto Mondiale per l’acqua ed una Rete di associazioni ed i Movimenti che sono impegnati da diversi anni a difendere in Italia la gestione pubblica dell’acqua si fanno portavoci dei seguenti principi: l’acqua è un “bene comune dell’umanità” che appartiene, cioè, a tutti gli organismi viventi perché elemento indispensabile per garantire il diritto alla vita e conseguentemente che l’accesso all’acqua è un diritto umano e sociale, individuale e collettivo; il finanziamento del costo necessario per garantire questo diritto ad ogni essere umano nelle quantità e qualità sufficienti per vivere, debba essere una responsabilità e competenza dei pubblici poteri, politici ed amministrativi; gli enti locali hanno il dovere di garantire a tutti i cittadini l’accesso all’acqua come “bene comune pubblico”, attraverso uno statuto di condivisione, gestione e protezione della risorsa e garantendo il “diritto di accesso” a tutte le popolazioni e alle generazioni future definendone gli usi, le pratiche e le regole per favorirne l’uso e la condivisione, in linea anche con i principi generali introdotti dall’art. 1 della Legge 5 gennaio 1994, n. 36.

L’acqua non è una merce!!! È oggetto in tutto il mondo di un processo di privatizzazione senza precedenti. Come qualsiasi merce, l’acqua è posta sul mercato, venduta a società multinazionali che ne fanno oggetto di profitto. Sta accadendo anche in Italia e in Campania. Per 136 comuni delle province di Napoli e Caserta la mercificazione del diritto all’acqua è stata sancita dalla delibera approvata il 23 novembre 2004 dall’Assemblea dell’ATO 2 (Ambito Territoriale Ottimale Napoli e Caserta) ed il prossimo 31 gennaio, con la chiusura della gara, l’ingresso dei privati nella gestione del servizio idrico sarà definitivo.

La poetessa e scrittrice Marcella Boccia (www.marcellaboccia.it), nata in uno dei Comuni dell’alto casertano interessati, Baia e Latina, dice “No alla privatizzazione dell’acqua”, protestando con uno sciopero della fame nei giorni 1, 2 e 3 gennaio 2006.

Il musicista napoletano Alessandro Sommella (Planet Funk) (www.sandrosommella.com) protesterà, allo stesso modo, con uno sciopero della fame il giorno di capodanno. I due artisti saranno a Napoli a partire dal capodanno fino al giorno 3 e risponderanno ad eventuali interviste all’indirizzo e-mail peace@centroshanti.it.

L’acqua è un bene dell’umanità.

L’acqua non è una merce!

venerdì, 16 dicembre 2005

In occasione dell’incontro nazionale per la preparazione del Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua che si terrà a Napoli il 17 dicembre presso la Sala S. Chiara, il Coordinamento dei Comitati civici in difesa dell’acqua della Campania invita i cittadini, i lavoratori del settore, gli studenti, le associazioni, le forze sindacali ed i movimenti che da sempre lottano contro tutte le privatizzazioni, a partecipare alla manifestazione che si tiene sabato 17 in Piazza del Gesù ore 16.30 per ribadire: il ritiro della delibera del 23/11/04 e l’annullamento del bando di gara; una gestione completamente pubblica del servizio idrico integrato; la ripubblicizzazione delle infrastrutture e del servizio idrico ovunque sia avvenuta la privatizzazione; la tutela di tutti i posti di lavoro del settore e degli appalti.

L’acqua non è una merce!!!

L’acqua è oggetto in tutto il mondo di un processo di privatizzazione senza precedenti. Come qualsiasi merce è posta sul mercato, venduta a società multinazionali che ne fanno oggetto di profitto. Sta accadendo anche in Italia e in Campania.

Per 136 comuni delle province di Napoli e Caserta la mercificazione del diritto all’acqua è stata sancita dalla delibera approvata il 23 novembre 2004 dall’Assemblea dell’ATO 2 (Ambito Territoriale Ottimale Napoli e Caserta) ed il 31 gennaio, con la chiusura della gara, l’ingresso dei privati nella gestione del servizio idrico sarà definitivo.

Le conseguenze

Nonostante dalle regioni e dai comuni che stanno sperimentando l’ingresso dei privati si esprimano ripensamenti e la chiara intenzione di tornare alla gestione pubblica (come Arezzo, alcuni comuni del territorio Sarnese-Vesuviano (ATO3) e le stesse dichiarazioni dell’ex Sindaco di Salerno De Luca) per le inefficienze, la mancanza di manutenzione ed investimenti sugli impianti, gli aumenti ingiustificati delle bollette che la privatizzazione ha comportato, i responsabili delle istituzioni campane – Governatore Bassolino in testa – ribadiscono la loro volontà a proseguire su questa strada.

Invece della tutela dei beni pubblici essenziali e della salute della popolazione, hanno scelto le logiche del mercato e gli interessi della classe affaristico-imprenditoriale che sui beni comuni e sulle “emergenze” vuole continuare a fare profitti. Dopo la gestione dei rifiuti, delle spiagge e del territorio, l’acqua è l’ultimo bene da scippare.

Contro questo attacco alla garanzia di un diritto fondamentale, i Comitati in difesa dell’acqua da un anno lottano per il ritiro della delibera ed una gestione pubblica e solidale del servizio idrico.

La risposta a queste richieste è stata la più grande sordità degli amministratori insieme al tentativo di spaccare e zittire il movimento (v. censura della Notte Bianca e le denunce di alcuni attivisti).

Un clima di normalizzazione e repressione dei movimenti che non caratterizza solo la nostra regione. L’ignobile pestaggio dei cittadini della Val di Susa in lotta contro la TAV ricorda il pestaggio della popolazione di Acerra che manifestava contro l’inceneritore.

Ma non sarà certo l’arroganza di questi signori a fermare coloro che si battono in difesa dei loro diritti, primo tra tutti quello di poter decidere del proprio destino.

Coordinamento dei Comitati civici in difesa dell’acqua della Campania - e-mail: acquapubblica@inventati.org

Comunicato stampa: “Democrazia partecipata: acqua e Consigli Comunali”

È sempre più viva la necessità di alimentare una democrazia partecipata (e non solo per l’acqua) tanto urlata ma poi resa inefficace, come ad esempio nelle nuove municipalità di Napoli.

Il grande inganno della totale dismissione pubblica del controllo sulle fonti idriche previsto nell’art. 5 della delibera del 23 novembre 2004 è passato sulla “testa” dei cittadini senza essere, nei tempi opportuni, discussa nei Consigli Comunali.

Visto inoltre che tale decisione non era nel programma politico delle coalizioni è necessario che la discussione, a seguito del ritiro della delibera di A.T.O. 2, venga riportata correttamente nei Consigli Comunali per mettere in evidenza, capire e discutere i seguenti punti:

  • perché molti Comuni sono indebitati sul S.I.I.?;
  • perché molti Sindaci escludono un risanamento delle aziende municipalizzate?;
  • perché alcune forze politiche continuano a rilanciare la suddivisione degli A.T.O., nonostante che una delle cose buone che ha la legge Galli è l’istituzione dei Consorzi dei Comuni A.T.O. che si approvvigionano alla stessa fonte idrica;
  • quali possono essere le soluzioni tecniche e giuridiche per A.T.O. 2?.

A mio avviso anche la proposta di un riordino regionale del settore idrico deve comunque passare nei Consigli Comunali, al fine di rivendicare la visibilità del programma politico delle coalizioni contrapposte sull’acqua e decidere chi votare o non votare affatto.

Siamo in una nuova fase della sensibilizzazione dell’opinione pubblica e anche in questo caso ogni luogo, pubblico o privato, ogni creatività e ogni risorsa può e deve essere usata per elevare il costo morale dei partiti nei Consigli Comunali.

Una delle forme di contrapposizione alla malaglobalizzazione è la resistenza delle comunità locali per la difesa dei diritti umani fondamentali.

Cordialmente,
Salvatore Carnevale
(Comitato Civico in difesa dell’acqua 23 novembre 2004)

Lettera aperta

Lettera aperta ai Sindaci dell’ATO 2 del Comitato italiano per il Contratto Mondiale sull’acqua e di rappresentanti della Società civile di Napoli. La richiesta è quella di scegliere per l’affidamento dei servizi idrici, la gestione “in house”.

NO ALLA PRIVATIZZAZIONE COMPLETA DELL’ACQUA A NAPOLI
Lettera aperta ai Sindaci dell’ATO 2

del Comitato italiano per il Contratto Mondiale sull’acqua e di rappresentanti della Società civile di Napoli

Seduta dell’Assemblea dell’ATO 2 - Napoli-Volturno

Lettera Aperta

Al Sindaco della Città di Napoli Rosa Russo Jervolino
Al Presidente della Provincia di Napoli Di Palma
Ai Sindaci dei Comuni dell’ATO-2 Napoli-Volturno

Caro Sindaco, Caro Amministratore,

ci risulta che dopo il rinvio della decisione sulle modalità di affidamento della gestione del ciclo integrato delle Acqua da parte dei 136 Sindaci che compongono l’ATO 2, la prossima assemblea convocata per martedì 23 Novembre sarà chiamata a pronunciarsi definitivamente rispetto alle tre possibilità di affidamento, nell’ambito delle possibilità previste dalla attuale legislazione nazionale ed Europea:

  1. Affidamento diretto “in house”;
  2. Gara europea per la totale gestione del servizio;
  3. Affidamento diretto a SPA mista, con partner privato scelto con gara europea.

Premesso che non esiste, né può esistere, nessun vincolo tecnico o normativo che impedisca la libera scelta degli amministratori locali verso una delle tre forme su indicate di affidamento del S.I.I., la scelta rispetto alle tre possibilità attiene esclusivamente alla responsabilità politica dei Sindaci eletti dai cittadini in rappresentanza dei comuni che compongono l’ATO2.

Il Comitato italiano per il Contratto Mondiale per l’acqua ed una Rete di associazioni ed i Movimenti che sono impegnati da diversi anni a difendere in Italia la gestione pubblica dell’acqua sulla base dei seguenti principi:

  • l’acqua è un bene comune dell’umanità che appartiene cioè a tutti gli organismi viventi perché elemento indispensabile per garantire il diritto alla vita e conseguentemente che l’accesso all’acqua è un diritto umano e sociale, individuale e collettivo;
  • il finanziamento del costo necessario per garantire questo diritto ad ogni essere umano nelle quantità e qualità sufficienti per vivere, debba essere una responsabilità e competenza dei pubblici poteri, politici ed amministrativi;
  • gli enti locali hanno il dovere di garantire a tutti i cittadini l’accesso all’acqua come “bene comune pubblico”, attraverso uno statuto di condivisione, gestione e protezione della risorsa e garantendo il diritto di accesso a tutte le popolazioni e alle generazioni future definendone gli usi, le pratiche e le regole per favorirne l’uso e la condivisione, in linea anche con i principi generali introdotti dall’art. 1 della Legge 5 gennaio 1994, n. 36.

CHIEDONO

a tutti i Sindaci ed Amministratori di Enti Locali dell’ATO 2 Napoli-Volturno, al Presidente della Provincia di Napoli ed al Sindaco di Napoli Russo Jervolino, di scegliere per l’affidamento dei servizi idrici, la gestione “in house”.

Detta richiesta che il Comitato Italiano ed i Movimenti della società civile rivolgono ai Sindaci ed Amministratori dell’ATO 2, trova supporto nei seguenti pronunciamenti:

  • del Parlamento europeo che ha definito nel marzo del 2004 l’acqua come patrimonio dell’umanità, che non può e non deve sottostare alle leggi del libero mercato;
  • nel pronunciamento del Consiglio Regionale della Campania che ha votato all’unanimità, il 27 ottobre, un ordine del giorno sottoscritto da tutti i Capigruppo consiliari che impegna la Giunta Regionale della Campania ed il suo Presidente a sostenere l’affidamento diretto “in house” del Servizio Idrico Integrato di Napoli.

INVITANO pertanto

i Sindaci ed i rappresentanti degli Enti locali che parteciperanno all’assemblea dell’ATO-2 Napoli-Volturno e che condividono questa richiesta del Comitato italiano e di rappresentanti della società civile:

  • a sostenere l’opzione della gestione diretta in house;
  • a chiedere la votazione palese durante i lavori dell’assemblea.

Le associazioni ed i movimenti firmatari del presente appello segnalano che in occasione delle prossime elezioni regionali ed amministrative, nell’esercizio del proprio diritto di voto, terranno presente le decisioni adottate dagli amministratori locali e dalle forze politiche rispetto alla gestione dell’acqua potabile, fonte di vita per ogni essere vivente, ed alla scelta fra una gestione di Spa di tipo privatistico ed il modello di gestione pubblica in house.

I firmatari

  • Riccardo Petrella - Presidente Comitato italiano per il Contratto Mondiale sull’Acqua
  • Emilio Molinari - Vicepresidente Comitato Italiano
  • p. Alex Zanotelli - Animatore della Rete Lilliput
  • Salvatore Carnevale - Referente Rete Lilliput Nodo di Napoli

Napoli, 22 novembre 2004

Delibera del 23 novembre 2004

OGGETTO:
INDIVIDUAZIONE DELLA FORMA DI GESTIONE DEL SERVIZIO IDRICO INTEGRATO MEDIANTE CONCESSIONE AD UNA COSTITUENDA SOCIETA’ A CAPITALE MISTO PUBBLICO/PRIVATO ED APPROVAZIONE DELLE PROCEDURE PER L’AFFIDAMENTO

Elenco Comuni ricadenti nell’Ambito Napoli - Volturno (ATO2)

Provincia di Caserta

AILANO
ALIFE
ALVIGNANO
ARIENZO
AVERSA
BAIA E LATINA
BELLONA
CAIANELLO
CAIAZZO
CALVI RISORTA
CAMIGLIANO
CANCELLO ED ARNONE
CAPODRISE
CAPRIATI A VOLTURNO
CAPUA
CARINARO
CARINOLA
CASAGIOVE
CASAL DI PRINCIPE
CASALUCE
CASAPESENNA
CASAPULLA
CASERTA
CASTEL CAMPAGNANO
CASTEL DI SASSO
CASTEL MORRONE
CASTEL VOLTURNO
CASTELLO DEL MATESE
CELLOLE
CERVINO
CESA
CIORLANO
CONCA DELLA CAMPANIA
CURTI
DRAGONI
FALCIANO DEL MASSICO
FONTEGRECA
FORMICOLA
FRANCOLISE
FRIGNANO
GALLO
GALLUCCIO
GIANO VETUSTO
GIOIA SANNITICA
GRAZZANISE
GRICIGNANO DI AVERSA
LETINO
LIBERI
LUSCIANO
MACERATA CAMPANIA
MADDALONI
MARCIANISE
MARZANO APPIO
MIGNANO MONTE LUNGO
MONDRAGONE
ORTA DI ATELLA
PARETE
PASTORANO
PIANA DI MONTE VERNA
PIEDIMONTE MATESE
PIETRAMELARA
PIETRAVAIRANO
PIGNATARO MAGGIORE
PONTELATONE
PORTICO DI CASERTA
PRATA SANNITA
PRATELLA
PRESENZANO
RAVISCANINA
RECALE
RIARDO
ROCCA D’EVANDRO
ROCCAMONFINA
ROCCAROMANA
ROCCHETTA E CROCE
RUVIANO
SESSA AURUNCA
SPARANISE
SUCCIVO
S ANGELO D’ALIFE
S ARPINO
S CIPRIANO D’AVERSA
S FELICE A CANCELLO
S GREGORIO MATESE
S MARCELLINO
S MARCO EVANGELISTA
S MARIA A VICO
S MARIA CAPUA VETERE
S MARIA LA FOSSA
S NICOLA LA STRADA
S PIETRO INFINE
S POTITO SANNITICO
S PRISCO
S TAMMARO
TEANO
TEVEROLA
TORA E PICCILLI
TRENTOLA - DUCENTA
VAIRANO PATENORA
VALLE AGRICOLA
VALLE DI MADDALONI
VILLA DI BRIANO
VILLA LITERNO
VITULAZIO

Provincia di Napoli

ACERRA
AFRAGOLA
ARZANO
BACOLI
BARANO D’ISCHIA
CAIVANO
CALVIZZANO
CARDITO
CASAMICCIOLA TERME
CASANDRINO
CASAVATORE
CASORIA
CRISPANO
FORIO D’ISCHIA
FRATTAMAGGIORE
FRATTAMINORE
GIUGLIANO IN CAMPANIA
GRUMO NEVANO
ISCHIA
LACCO AMENO
MARANO DI NAPOLI
MELITO DI NAPOLI
MONTE DI PROCIDA
MUGNANO DI NAPOLI
NAPOLI
POZZUOLI
PROCIDA
QUALIANO
QUARTO
SERRARA FONTANA
S ANTIMO
VILLARICCA

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