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di Corrado Malanga
Basi militari americane sul nostro territorio: nessuno ne parla.
Solo questione politica, solo dipendenza strategica?
Non va escluso un rapporto molto difficile con gli UFO.
L'Italia ospita sul suo territorio una serie di installazioni militari americane e della NATO. Ad eccezione delle basi che vengono sempre nominate dai telegiornali, in quanto teatro di operazioni belliche statunitensi in Europa, delle altre si sa poco. Nessuno ne parla e si ha l’impressione che il Governo non voglia pubblicizzare eccessivamente la presenza dei nostri maggiori alleati sul suolo italiano. Da una parte convenzioni internazionali ci obbligano de facto ad ospitare basi a stelle e strisce, ma d’altra parte alcuni eventi politici accaduti negli ultimi anni hanno portato l’opinione pubblica a non vedere di buon occhio tale presenza belligerante.
Basti ricordare, durante gli anni della guerra fredda, la quantità di testate nucleari situate presso Livorno (Camp-Derby), Aviano (Friuli) e Ghedi (Lombardia). I militari americani nel 1993 erano circa 15.000, in gran parte dislocati a Camp-Ederle, Camp-Derby, Napoli, Sigonella e S. Vito dei Normanni. Si presume che negli ultimi anni il loro numero sia aumentato, ma non se ne conosce la reale quantità e questo già ci appare estremamente grave. Nel 1998 fonti americane riferivano della presenza in Italia di 25/30 testate nucleari, ma negli anni 60/70 il numero era di ben 550.
Durante la presidenza Reagan la base di Sigonella fu teatro di un grave incidente internazionale tra l’Italia e gli Stati Uniti. È l’ottobre 1985 quando la nave da crociera "Achille Lauro" viene sequestrata da terroristi palestinesi e nel corso dell’azione un cittadino americano, Leo Klinghoffer, viene ucciso. I sequestratori, venuti a patti e catturati in Egitto, con un aereo delle linee egiziane vengono fatti atterrare a Sigonella, dove un braccio di ferro tra il governo Craxi e la Delta Force americana per la gestione dei prigionieri, tra cui figurava Abu Abbas, ideatore dell’atto terroristico, condurrà quasi all’assalto armato degli americani all’aereo egiziano, presidiato dai nostri carabinieri. L’azione diplomatica del governo Craxi fermerà in tempo un atto che sarebbe stato il risultato di una pesante ingerenza statunitense sul nostro territorio.
E che dire del comportamento delle forze NATO rispetto all’incidente di Ustica? Ci sono voluti anni solo per ottenere i filmati dei tracciati radar in possesso degli americani, e registrati dai radar sia di Sigonella, sia delle unità americane e francesi impegnate sul luogo del disastro. I nostri alleati dunque non ci forniscono prove importanti e, quando lo fanno, è possibile che, nel frattempo, esse vengano manipolate.
Imbarazzo ancora grande del Governo italiano, quando, durante il conflitto nei Balcani, gruppi di pacifisti manifestavano davanti alla base di Aviano, chiedendo il disimpegno italiano negli atti di guerra condotti e decisi de facto dagli americani e, obtorto collo, accettati dalla maggior parte degli alleati europei che, per varie ragioni, non se la sentivano di rimanere indietro rispetto al controllo strategico di una zona come la Jugoslavia. In quell’occasione si ebbe l’impressione che, pur non dichiarato specificatamente, gli americani avessero ottenuto l’accordo di sfruttare le basi italiane per una loro operazione militare, mercanteggiando l’eventuale vantaggio di una futura ricostruzione della Jugoslavia stessa e dei territori comunque investiti dalle operazioni belliche.
E il comportamento dei governi USA e Italia davanti alla tragedia del Cermis? In tale frangente l’opinione pubblica scopre che aerei americani tecnicamente non potrebbero indiscriminatamente volare sul territorio italiano, bensì in corridoi precisi, mentre è loro uso farlo in barba alle leggi internazionali. Un velivolo di stanza ad Aviano, palesemente fuori rotta consentita dalle nostre leggi, urta con il timone di coda il cavo di una teleferica piena di turisti: il risultato è una strage.
Da esplicita ammissione di uno dei piloti, si accerta che l’aereo americano in realtà stava filmando qualcosa, ma la cassetta videoregistrata sparisce all’aeroporto di Aviano nei meandri della burocrazia americana. Ai piloti viene fatto dire che è tutta colpa loro, che per mero divertimento si filmavano a vicenda, insomma una bravata. Il Governo degli Stati Uniti, con malcelato disappunto, è costretto a fornire le sue scuse al Governo italiano, provvede all’immediato rimpatrio dei piloti, che vengono deferiti alla corte marziale, subendo lievi condanne.
Qualcuno potrebbe anche pensare che verranno riciclati, sotto altra identità, per altri "black projects" (operazioni sporche). È infatti inverosimile, ancora una volta, la storia raccontata dai Top Gun americani e non bisogna neanche per un attimo credere che piloti qualificatissimi vadano divertendosi in volo sperperando, non autorizzati, carburante pagato dai contribuenti americani. E pur ammettendo la veridicità di tale versione, che fine ha fatto la videocassetta con le riprese degli istanti della tragedia?
Scenario plausibile: cosa seguivano i piloti americani a gran velocità nella valle del Cermis? Recenti indiscrezioni, peraltro non coperte da fondamento, dicevano che la vallata era sovente attraversata da strani bolidi in senso inverso rispetto a quella dell’aereo americano; qualcuno li avrebbe chiamati UFO.
Che ci sia più di una relazione tra le attività delle installazioni americane in Italia e gli UFO è ormai evidente, ma i mass media cercano di mascherare, sempre più goffamente, tale eventualità. Vediamo ora dove sono dislocate queste basi sul nostro territorio.
La base aerea di Cameri (NO) è utilizzata dagli aerei NATO, mentre nel vercellese, in località Candelo Masazza, c’è una base addestrativa usata dalle forze aeree e terrestri della NATO.
Il porto di La Spezia è una base NATO dove fanno abitualmente scalo unità navali americane. A S. Bartolomeo (SP) ha sede il centro ricerca NATO per la guerra sottomarina. A Finale Ligure (SV) si trova un centro di telecomunicazioni della US Army.
A Ghedi l’Aeronautica militare americana (USAF) ha un proprio distaccamento con stazione di comunicazione e deposito di bombe nucleari. L’USAF ha una propria base aerea anche a Montichiari (BS).
A Camp Ederle (VI) ci sono il quartier generale della NATO e il comando della SETAF (Southern European Task Force) della US Army che controlla le forze americane presenti in Italia, Turchia e Grecia. In questa base sono operative le forze da combattimento terrestri che gli americani mantengono normalmente in Italia: un battaglione aviotrasportato, un battaglione di artiglieri con capacità nucleare, tre compagnie del genio. A Camp Ederle c’è anche un’importante stazione di telecomunicazioni.
Complessivamente i militari e i civili americani che operano a Camp Ederle dovrebbero essere circa 2.000. Nel vicentino e nel trevigiano gli americani possiedono una rete di depositi che fino agli inizi degli anni ’90 custodivano centinaia di armi nucleari: Oderzo, Codognè, Tornieno e Longare. Altre basi, centri radar e di telecomunicazioni USA e NATO si trovano a Conselve (PD), Monte Venda (PD), Ceggia (VE), Lame di Concordia (VE), Affi (VR), S. Gottardo, Boscomantivo (VE), Erbezzo (VR), Lunghezzano (VR), S. Anna di Alfaedo (VE), Ciano (TV).
A Verona, oltre il comando superiore delle forze terrestri NATO del Sud Europa, c’è anche un centro di telecomunicazioni dell’USAF. Infine a Istrana (TV) c’è una base aerea italiana normalmente usata dall’USAF.
A Cima Callina (BZ) e a Monte Paganella (TN) si trovano stazioni di telecomunicazioni dell’USAF.
Ad Aviano (PN) c’è la più grande base avanzata, deposito nucleare e centro di telecomunicazioni dell’USAF in Italia, con almeno 3.000 militari e civili americani. Nella struttura sono dislocate le forze operative pronte al combattimento dell’USAF, un gruppo di cacciabombardieri utilizzato in passato nei bombardamenti in Bosnia.
Un aeroporto militare usato dall’USAF si trova anche a Rivolto (UD). Gli aerei americani usano il poligono addestrativo di Maniago (UD) e il deposito di Roveredo (PN). L’US Army ha un deposito di munizioni a S. Bernardo (UD).
Base aerea della NATO a Monte S. Damiano (PC), stazioni di telecomunicazioni NATO e USAF a Rimini, Miramare e sul Monte Cimone (MO), deposito per le forze aeree della NATO a Parma. Bologna è sede di una stazione trasmittente del Dipartimento di Stato USA.
A Camp Darby (PI) il SETAF ha il più grande deposito logistico del Mediterraneo, circa 1400 uomini, strettamente collegato tramite una rete di canali al vicino porto di Livorno, base di rifornimento delle unità navali alleate di stanza nel Mediterraneo, la VI Flotta. Gli americani usano anche il piccolo porto di Talamone (GR).
A Camp Darby e a Coltano (PI), dove esiste anche un deposito di munizioni, gli americani gestiscono tutte le informazioni raccolte dai loro centri di telecomunicazione siti nel Mediterraneo. L’aeroporto militare di Pisa è normalmente usato dagli americani. A Poggio Ballone (GR) si trova una base radar NATO e a Monte Giogo (MS) un centro di comunicazioni della NATO.
Il porto di Gaeta (LT), sede di un importante comando della NATO, è anche la sede dell’ammiraglia della VI Flotta. Roma ospita il comando per il Mediterraneo centrale della NATO e il centro di coordinamento logistico interforze USA, oltre a una stazione NATO. Stazioni di telecomunicazioni NATO si trovano anche a Rocca di Papa (RM), in probabile collegamento con le installazioni sotterranee di Monte Cavo.
A Casale delle Palme (LT) la NATO ha una scuola di telecomunicazioni, mentre a Monte Romano (VT) c’è un poligono addestrativo utilizzato dall’US Army. L’USAF utilizza normalmente l’aeroporto di Roma Ciampino.
A Potenza Picena (MC) si trova una base radar della NATO.
Nell’isola de La Maddalena (SS) l’US Navy ha un’importante base di appoggio per i sottomarini nucleari. A Decimomannu l’USAF ha una base utilizzata per le esercitazioni nei vicini poligoni di Capo Frasca (OR), Capu Teulada (CA), Perdasdefogu (NU), Salto di Quirra (CA) e Capo S. Lorenzo (CA).
Depositi NATO e USA si trovano a Cagliari, a Monte Urpino (CA) e nell’isola di Tavolara (SS). Stazioni di telecomunicazioni NATO e USAF si trovano a Santulussurgiu (OR), Monte Limbara (SS), Sinis di Cabras (OR) e Monte Arci (OR).
Nel napoletano, tra Napoli, Bagnoli e Nisida, si trova il quartier generale della NATO per le forze navali del Sud Europa, in tutto almeno 4.000 uomini. L’aeroporto di Capodichino viene utilizzato sia dall’USAF sia dagli aerei della US Navy. A Bagnoli ha anche sede il più grande centro di coordinamento dell’US Navy di tutte le attività di telecomunicazioni, comando e controllo del Mediterraneo.
Il porto di Napoli viene normalmente impiegato dalle unità civili e militari USA. Si calcola che da Napoli e Livorno transitino annualmente circa 5.000 contenitori carichi di materiale militare. A Grazzanise (CE) si trova una base aerea usata dagli americani. A Mondragone (CE) funziona un comando sotterraneo protetto, dove verrebbero spostati i comandi USA e NATO in caso di guerra, e una stazione di telecomunicazioni NATO. Stazioni e centri di telecomunicazioni si trovano anche a Monte Vergine (AV), Licola (NA), Lago Patria (CE), Monte Massico, Monte Camaldoli (NA) e Ischia (NA).
A Pietraficcata (MT) si trova un centro di telecomunicazioni della NATO.
Stazioni di telecomunicazioni NATO e USA si trovano a Crotone, anche radar NATO, Sellia Marina (CZ) e Monte Mancuso (CZ).
La NATO ha una base aerea, normalmente usata dagli americani, a Gioia del Colle (BA), strettamente collegata con il poligono di tiro di Punta della Contessa (BR). Un importante centro di informazione elettronica dell’USAF si trova a San Vito dei Normanni (BR), sede anche di una stazione radar. A S. Vito sarebbe di stanza un migliaio di militari americani. Radar anche sul Monte Iacotenente (FG) e a Martina Franca (TA). Taranto ospita un deposito navale NATO. Anche il porto di Brindisi è normalmente usato dagli americani.
A Sigonella (CT) c’è la principale base terrestre dell’US Navy nel Mediterraneo centrale, utilizzata come supporto logistico della VI Flotta, con circa 3.400 tra militari e civili americani. La marina USA utilizza anche il porto di Augusta (SR), dove ha un proprio deposito di munizioni. Lampedusa è sede di una guardia costiera USA.
A Pantelleria si trovano base aerea e radar NATO, oltre a un centro di telecomunicazioni dell’US Navy. Stazioni di telecomunicazioni americane si trovano a Caltagirone (CT), Centuripe (EN), Marina di Marza (RG), Monte Lauro (SR), Motta S. Anastasia (CT). Nell’Isola delle Femmine (PA) si trova un deposito di munizioni della NATO e a Vizzini (CT) un deposito americano. Gli americani utilizzano normalmente l’aeroporto palermitano di Punta Raisi. A Trapani si trova un aeroporto NATO con velivoli USA. Risulta smantellata invece la base di Comiso (RG).
Fra tutte le attività, note e ignote, di queste installazioni militari straniere sul nostro territorio alcune spiccano per singolarità: riguardano azioni di strani velivoli di probabile natura esogena al pianeta Terra. Che gli alieni siano interessati alle nostre basi militari non è una novità.
Tra il 30 giugno e l’1 luglio 1977 nella base USAF NATO di Istrana, nella zona di massima sicurezza detta Victor Alert, un UFO stazionò per un’ora a un centinaio di metri d’altezza dalla pista, provocando il black out di tutte le apparecchiature elettriche della base. L’UFO, di circa 50 metri di diametro, fu visto da molti operatori della base che in quel momento non attendeva nessun traffico aereo. La spiegazione ufficiale attribuì il fenomeno ad alcuni strati nuvolosi che riflettevano la luce della luna.
Foto e filmati mostrarono che il 7 luglio del 1996 alcuni UFO sorvolarono la base NATO di Aviano, che non è nuova a simili episodi. In piena guerra del Kosovo, durante un filmato di RAI 1 da Aviano, che mostrava un F-16 in decollo dalla pista per andare a sganciare le sue bombe, la telecamera inquadrò una sfera luminosa che volava al di sotto dell’aviogetto, ma con traiettoria perpendicolare all’F-16.
Il telegiornale dell’ora di pranzo mostrò il filmato senza che nessun operatore si fosse accorto dello strano oggetto, ma quando le immagini furono ritrasmesse alle 20:00, una striscia nera appariva sul teleschermo coprendo, guarda caso, proprio l’UFO di Aviano. Secondo l’autore, qualcuno aveva pensato di fare una copia dell’originale, oggi in suo possesso, a riprova di quanto sostenuto.
Chi abita nei pressi della base di Ghedi sostiene di vedere strani oggetti luminosi in cielo durante la notte. È inoltre noto che diversi piani sotterranei in questa base coprono interessanti attività segrete. Pur trattandosi di strutture molto importanti, avendo ospitato grossi contingenti di ordigni atomici negli anni della guerra fredda, di queste basi non si parla quasi mai.
Vale poi segnalare l’avvistamento di un UFO a Fornacette il 13 luglio del 1966 ad opera di Camillo Faieta, casellante del passaggio a livello che una volta era collocato proprio vicino al canale scolmatore. In seguito all’avvistamento, notizia che ebbe eco mondiale, il signor Faieta venne un giorno prelevato, incappucciato e trasferito in automobile in una installazione non molto lontana dalla sua abitazione, una quarantina di minuti di macchina.
In questa installazione militare gli furono mostrati alcuni filmati di UFO e gli fu chiesto di riconoscere il tipo di oggetto da lui visto. Del caso si interessò allora Giancarlo Barattini, noto ufologo degli anni Sessanta, il quale confessò a chi scrive di aver tentato con il testimone, seppur fosse stato bendato sia all’andata che al ritorno, di individuare la base militare in questione; con buona probabilità si doveva trattare di Camp Darby a Livorno.
Nelle vicinanze delle basi americane in Sardegna da sempre si osservano oggetti luminosi volare in modo non convenzionale e ultimamente questo territorio sta diventando estremamente interessante per le indagini sui rapimenti alieni e sulle mutilazioni animali.
Non è un segreto per nessuno che durante gli anni 60-80 la zona di Monte Verrugoli, in piena zona militare, fu teatro di eventi ritenuti di natura ufologica ancor oggi non completamente catalogabili. Passaggi di luci notturne che zigzagavano freneticamente si alternavano a fenomeni magnetici, alcuni anche filmati, e a fotografie di presunte entità aliene.
L’Italia possiede, si fa per dire, due terminali del DSDC (Defense Satellite Communications System), la difesa satellitare globale: uno a Napoli e l’altro a Coltano, presso Livorno, sotto Camp Darby. Ma il cuore di tutte le operazioni appare essere Aviano, dove la NSA (National Security Agency), bestia nera di chi ama la privacy, dirige l’ESC, cioè il Comando della sicurezza elettronica delle forze alleate. In altre parole, il controllo di tutto ciò che si muove sulla superficie terrestre italiana via satellite.
Da tale scenario si evince facilmente che le basi americane sul nostro territorio, alla faccia dell’ospitalità, sono troppe, come sono troppe le ingerenze che gli USA, negli ultimi tempi, hanno portato avanti sul territorio nazionale: a partire da Ustica, passando per Sigonella, per finire ad Aviano, interferendo gravemente nelle politiche nazionali, da operazioni sul terrorismo ad operazioni riguardanti la nostra sicurezza nazionale.
Che almeno lascino a noi i nostri UFO e non ficchino il naso in cose al di fuori del loro mandato. Oppure gli UFO in Italia sono un problema che il Governo italiano ha demandato a uno straniero? Io comincerei a meditare su questa possibilità.
Tratto da Stargate
Una selezione di letture su cultura, spiritualità, pace e diritti umani.