Rubrica teatrale dedicata a Raffaele Viviani
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Pittore ed incisore tedesco (Norimberga 1471-1528)
Melanconia
Albrecht Dürer trovò nell’incisione il mezzo espressivo più idoneo alla sua spiritualità ed è considerato tra i più grandi incisori di tutti i tempi. Della sua vasta produzione di incisioni sono noti i cicli di xilografie. Dürer fu anche grande ritrattista.
Nella famosa incisione "La melanconia" si trova un quadrato magico di tipo simmetrico.
Dürer non spiegò mai il simbolismo contenuto in questa sua opera, ma la maggior parte degli studiosi è d'accordo sul fatto che essa rappresenti lo stato d'animo depresso del pensatore, incapace di passare all'azione. Nel Rinascimento il temperamento malinconico era ritenuto una caratteristica del genio creativo; era la malattia degli studiosi "che una pallida maschera di pensiero fa sembrare ammalati": questo concetto, che gli intellettuali brillanti siano spesso incapaci, come Amleto, di prendere delle decisioni, è, in una certa misura, ancora vivo fra noi.
Nell'incisione di Dürer strumenti scientifici e di carpenteria giacciono inutilizzati al suolo attorno alla figura disordinata e meditabonda della Melanconia. I piatti della bilancia sono vuoti, nessuno sale sulla scala, il levriero dormiente è mezzo morto di fame, il cherubino alato aspetta la dettatura, mentre il tempo passa nella clessidra in alto.
| Anno | Evento |
|---|---|
| 1471 | Il 21 maggio nasce Dürer Albrecht da Albrecht il Vecchio e Barbara Hopler. |
| 1486 | Il padre, orafo, lo mise a bottega dal pittore Michael Wolgemut. Per perfezionarsi lavorò in molte città della Germania. |
| 1494 | A Norimberga sposò Agnese Frey. Nello stesso anno venne in Italia dove rimase impressionato dall’arte del Mantegna. |
| 1505 | Tornò in Italia, a Padova e Venezia; fu influenzato dal Rinascimento italiano ma conservò la sua mistica spiritualità nordica. |
| 1519 | I contemporanei riconobbero il suo genio. Fu protetto da Federico il Saggio di Sassonia, dall’imperatore Massimiliano e da Carlo V. Frequentò artisti e letterati tra cui Erasmo da Rotterdam, Melantone e Raffaello Sanzio. |
| 1528 | Muore il 6 aprile a Norimberga. |
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