Pace, diritti umani e coscienza civile
Il mondo non e' in vendita! Oh Grande Spirito che regni nel cielo, guidaci al sentiero di Pace e Comprensione, fa in modo che possiamo vivere tutti insieme come …
Dal testo Un gusto superiore, tratto dagli insegnamenti di Sua Divina Grazia A. C. Bhaktivedanta Swami Prabhupada.
Salute e dieta senza carne
(Capitolo 1)
“Fino a qualche tempo fa l'interrogativo principale, riguardo alle diete vegetariane, era se fosse salutare eliminare la carne e gli altri alimenti di origine animale. Oggi ci si domanda, invece, se sia più salutare essere vegetariani o non esserlo. In entrambi i casi la risposta, basata su dati di chiara evidenza, non può che essere affermativa” (Jane E. Brody, New York Times New Service).
Molto spesso la parola “vegetarianesimo” provoca l'immediata e prevedibile domanda: “E le proteine?” A questa domanda il vegetariano potrebbe facilmente rispondere con un'altra domanda: “E l'elefante? E il toro, il rinoceronte?” La convinzione che la carne abbia il monopolio delle proteine, e che occorrano molte proteine per essere sani e forti, non è altro che un luogo comune. Infatti nella digestione la maggior parte delle proteine si trasforma riconvertendosi in aminoacidi, utilizzati dal corpo per la crescita e il rinnovo dei tessuti. Di questi ventidue amminoacidi, tutti, tranne otto, possono essere sintetizzati dal corpo stesso, e gli altri otto amminoacidi “essenziali” esistono in abbondanza in alimenti senza carne.
I prodotti del latte, il grano, i fagioli e le noci sono tutti concentrati di proteine; trenta grammi di formaggio, di arachidi o di lenticchie, ad esempio, contengono più proteine di un hamburger o della bistecca di maiale. Uno studio condotto dal Dr. Fred Stare di Harvard e dal Dr. Mervyn Hardinge della Loma Linda University ha messo in luce il rapporto tra le proteine ingerite dai vegetariani e quelle assunte dai carnivori. I due scienziati hanno concluso che: “Entrambi i gruppi hanno superato di due volte la quantità essenziale di amminoacidi e, in particolare, molti di loro hanno superato questo margine in modo ancora più notevole”.
Nella dieta di molti occidentali, le proteine superano di molto la percentuale del 20%, raggiungendo quasi il doppio della quantitГ suggerita dall'Organizzazione Mondiale per la SanitГ . Ora, se ГЁ vero che la mancanza di proteine ГЁ causa di debolezza, ГЁ anche vero che le proteine in eccesso non vengono utilizzate dal corpo, ma si trasformano in scorie azotate che affaticano i reni. Fonte primaria di energia per il corpo sono i carboidrati, mentre le proteine vengono utilizzate solo come ultima risorsa e, in realtГ , eccessive dosi di proteine diminuiscono, anzichГ© aumentare le energie.
In una serie di prove comparative condotte dal Dr. Irving Fisher di Yale, i vegetariani risultano di gran lunga migliori negli stessi test fisici proposti ai carnivori. Riducendo il consumo di proteine dei non vegetariani del 20%, il Dr. Fisher notГІ un aumento della loro efficienza del 33%. Altri studi ancora hanno confermato che un'appropriata dieta vegetariana procura un nutrimento piГ№ energetico della carne. Inoltre il Dr. J. Iotekyo e il Dr. Kipani, all'UniversitГ di Bruxelles, hanno dimostrato che i vegetariani riuscivano a superare alcune prove di potenza fisica, protraendole per un tempo due o tre volte piГ№ lungo dei carnivori, prima di stancarsi, e si riprendevano dalla fatica in un quinto del tempo necessario agli altri.
Non fare agli altri...
(Capitolo 3)
“Sono assolutamente sicuro che la razza umana, nel suo graduale sviluppo, arriverà a smettere di nutrirsi di carne” (Thoreau).
“Sento che il nostro progresso spirituale ci porterà a smettere, prima o poi, di uccidere creature per soddisfare i nostri bisogni materiali” (Gandhi).
Ogni anno vengono abbattuti in America, a scopi alimentari, 134 milioni di mammiferi e 3 miliardi di volatili, ma quasi nessuno considera il legame tra questo massacro e la carne che appare sulla tavola. A questo proposito, in alcuni comunicati commerciali televisivi, un clown, Ronald Mc Donald, spiega ai ragazzi che gli hamburger crescono nei “campi di hamburger”.
La verità , però, non è così umoristica: i mattatoi commerciali sono visioni infernali. Gli animali urlanti vengono storditi da colpi di martello, elettroshock o fucili pneumatici; vengono poi appesi a testa in giù e portati al luogo del macello da convogli meccanizzati; vengono poi sgozzati e, spesso mentre sono ancora vivi, tagliati a pezzi.
Il tennista Peter Burwash ha descritto le sue reazioni in occasione di una visita a un mattatoio nel libro A Vegetarian Primer: “Non sono una tenera mammoletta: ho giocato a hockey fino a ingoiare un buon numero dei miei denti e sono estremamente aggressivo sui campi di tennis... ma quell'esperienza al mattatoio riuscì davvero a sconvolgermi. Quando venni fuori da quel posto sapevo che non avrei mai più potuto fare un torto ad alcun animale! Conoscevo le motivazioni fisiologiche, economiche ed ecologiche dei vegetariani, ma fu la prova diretta della crudeltà dell'uomo verso gli animali a porre la base della mia adesione al vegetarianesimo”.
L'antica Grecia e Roma
Fin dall'antichità grandi uomini sono stati spinti ad adottare una dieta vegetariana da considerazioni di carattere morale. Pitagora, famoso matematico e filosofo, ebbe a dire: “Amici miei, evitate di corrompere il vostro corpo con cibi impuri; ci sono campi di frumento, mele così abbondanti da piegare i rami degli alberi, uva che riempie le vigne, erbe gustose e verdure da cuocere; ci sono il latte e il miele odoroso di timo; la terra offre una grande quantità di ricchezze, di alimenti puri, che non provocano spargimento di sangue né morte. Solo gli animali soddisfano la loro fame con la carne, e neppure tutti: infatti cavalli, bovini e ovini si nutrono di erba”.
Il biografo Diogene scrive che Pitagora era solito mangiare pane e miele al mattino e verdura cruda la sera, e che pagava i pescatori perchГ© buttassero in mare i pesci appena presi.
In un saggio dal titolo Sul mangiare carne l'autore latino Plutarco scrisse: “Vi state chiedendo perché Pitagora si astenesse dal mangiare carne? Io, da parte mia, mi domando piuttosto per quale ragione e con quale animo un uomo, per primo, abbia potuto avvicinare la sua bocca al sangue coagulato e le sue labbra alla carne di una creatura morta; come abbia potuto mettere sulla propria mensa dei cadaveri di animali e definire cibo e nutrimento quegli esseri che fino a poco prima muggivano o belavano, si muovevano, vivi. Come abbia potuto sopportare la vista del massacro, la gola squarciata, la pelle scuoiata, gli arti staccati; sopportare il cattivo odore... come abbia fatto a non provare ribrezzo a contatto delle piaghe degli altri esseri succhiandone addirittura succhi e siero dalle ferite...! L'uomo non si nutre certo di leoni e di lupi, per autodifesa... ma, al contrario, uccide creature innocue, mansuete, prive di pungiglioni o di zanne. Per un pezzo di carne, l'uomo le priva del sole, della luce, della durata naturale della vita alla quale hanno diritto per il fatto di essere nate”.
Plutarco lanciò infine questa sfida ai carnivori: “Se sostenete che la natura vi ha destinato questo tipo di nutrimento, ebbene, allora uccidete voi stessi, da soli, quel che volete mangiare, ma fatelo con le sole vostre forze, senza clava, senza mazza o altre armi”.
Per leggere l’Introduzione di Un gusto superiore, titolo originale The Bhaktivedanta Book Trust.
Basato sugli insegnamenti di Sua Divina Grazia A. C. Bhaktivedanta Swami Prabhupada.
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