Le janare di Benevento tra leggenda, sabba e persecuzioni
Janara, Zucculara, Uria e Manalonga. Le streghe di Benevento Cyberstreghe Non è più necessario volare a cavallo della scomoda scopa: le moderne streghe usano …
La biotecnologia è un'attività scientifica e commerciale dal grande avvenire. Il suo sviluppo richiede sia un forte impegno nella ricerca di base, che consenta di fare importanti scoperte nella scienza del vivente, sia la messa a punto di tecniche avanzate per applicazioni pratiche innovative. Perché l'industria tecnologica possa fiorire, oltre a un'intensa attività di ricerca di base sono necessarie alcune condizioni: un mondo industriale capace di valutare le scoperte scientifiche di interesse pratico per svilupparle verso l'innovazione; un ambiente culturale che riconosca il beneficio culturale, economico, sociale della ricerca applicata; leggi che, nella salvaguardia del pubblico interesse, permettano uno sviluppo industriale snello e veloce.
Negli Stati Uniti queste condizioni esistono. Le biotecnologie fioriscono dalla collaborazione fra grandi complessi scientifici, come il MIT, l'Istituto Salk e i centri universitari della California, del Massachusetts e del Nord Carolina, e concentrazioni di piccole e medie industrie che lavorano in stretta connessione con gli istituti di ricerca.
In Europa e in Italia esistono molti problemi: mancano le grandi strutture di ricerca, oltretutto i ricercatori sono spesso di grande valore ma non collaborano volentieri con l'industria. Anche perché non di rado tale collaborazione è mal vista dall'opinione corrente.
Inoltre l'industria nazionale è poco sviluppata; i finanziamenti sono carenti; manca una cultura per lo sviluppo pratico delle scoperte scientifiche; esistono difficoltà a proposito della brevettabilità dei geni. Difficoltà che sono basate su ipotesi non tanto scientifiche, quanto ideologiche.
Tutte queste condizioni negative creano un ambiente contrario allo sviluppo biotecnologico. Ma devono essere corrette. Le scelte di oggi sono essenziali per l'avvenire. Perché possono aprire un mondo intero di nuove conoscenze nel campo della salute, della medicina, della nutrizione, dell'agricoltura, della tutela dell'ambiente. Del resto tante preoccupazioni ideologiche non hanno motivo di esistere.
Non saranno i geni a curare malattie, correggere disfunzioni, migliorare la nutrizione. Ma i loro prodotti: proteine e molecole disegnate in base alla conoscenza che l'umanità saprà raggiungere, migliorando gli intimi meccanismi della vita che la scienza ci svela. Per permetterci di costruire un mondo futuro che, grazie anche alle crescenti conoscenze dell'informatica, sarà sempre più a misura d'uomo.
("Biotecnologia, una scienza per il futuro dell'uomo", a cura del Corriere della Sera, 1998)
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